
Se c’è qualcosa di biblico nel mio blog è il tempo che passa tra un post e l’altro. Ma in fondo che cos’è un mese di fronte all’eternità dell’universo? Libera dalla tirania di Kronos, il tempo sequenziale, ecco l’intervista a Massimo Shoza Longhi, lo sciamano sannyasin che mi ha trattato lo scorso settembre al festival di Osho. Mi sono avvcinata a lui con la solita modalità scettico-incosciente e mi ha piacevolmente sorpreso l’intimità immediata che si è creata tra noi e la centratura che mi ha accompagnato alcuni giorni dopo il trattamento. Per non parlare della sincronia con cui sono accadute cose che desideravo e che non dipendevano dalla mia volontà. Così l’ho ricontattato per fargli qualche domanda.
Massimo, oltre a un diploma dell’Istituto Europeo del Design hai un titolo informale di sciamano. Come te lo sei conquistato?
Appena ventenne ho conosciuto un uomo di medicina grazie al quale mi sono avvicinato a una cultura di guarigione che ho percepito subito come familiare. L’ho seguito per anni e in alcuni lavori ho captato dei ricordi collettivi dii nativi americani in seguito ai quali ho deciso di andare a vivere in Messico, tra eredi Maya e Toltechi, dove ho abitato tre anni e mezzo. Poi ho incontrato un altro maestro che mi ha trasmesso la capacità di portare dei rituali.
Il lavoro che abbiamo fatto insieme si chiama guarigione dei corpi sottili. Ma che cos’è?
Un sistema semplice dal quale si riscontrano conseguenze e benefici anche molto rapidi. Si tratta di un lavoro nuovo per l’Italia: viene portato nel mondo da tre Sannyasin (discepoli di Osho) che dopo 20 anni di pratica lo hanno fatto conoscere anche all’Osho Center di Miasto 4 anni fa.
Qual è la tecnica?
Non è una vera e propria tecnica: si tratta di rimanere in contatto con l’energia del cuore senza giudizio. E facilitare dei movimenti energetici per favorire l’autoguarigione.
Ma cos’è il corpo sottile?
Tutti noi esseri viventi abbiamo un corpo energetico fatto di diversi strati che vengono associati ai sette chakra orientali. Il più evidente per noi è il corpo fisico (che ha l’energia del primo chackra), poi ci sono quelli più sottili che sono connessi con gli altri sei chakra. Alla nascita, il nostro corpo energetico è pulito, ma quando cresciamo l’insieme di traumi, ferite, condizionamenti, abitudini e credenze materializzano delle strutture ingombranti.
Un po’ come fa la psiche in seguito ai traumi?
Esattamente. Anche il sistema energetico ha le sue memorie e risponde con degli automatismi, per esempio chudendo alcuni chakra per paure legate a certi eventi esterni. Con questo lavoro si porta consapevolezza delle memorie passate, si rilasciano i blocchi e si restituisce valore alle qualità delle persone.
Concretamente cosa avviene dopo un trattamento?
Per esempio puoi rispondere in modo nuovo a una situazione che fino a poco tempo prima ti avrebbe bloccato, reagendo con la consapevolezza dell’adulto e non del bambino che si deve difendere.
Come hai fatto tuo questo metodo?
Intanto sperimentandolo molto su me stesso. Negli ultimi tre anni sono cambiato in profondità, per esempio nel mio modo di vivere le relazioni sentimentali. Prima avevo troppe aspettative sull’altra persona e davo un peso eccessivo a piccole dinamiche che mettevano in crisi il rapporto.
E il tuo modo di stare con una compagna come è cambiato?
Quando ho iniziato a sentire che il mio bisogno di amore non poteva essere soddisfatto in modo incondizionato ho lasciato andare l’abitudine di pretendere risposte. Ed è stato come togliermi un vestito vecchio e stretto. Oggi sono più presente alle mie sensazioni, rispetto il mio movimento energetico e quello degli altri.
Bisogni, tradimenti, gelosia: vuoi dirci che te ne sei liberato una volta per tutte?
No, ma avvertendo prima queste emozioni diventa più facile non identificarmici. La comunicazione è più fluida e sono più vero. Anche con chi non ha il mio stesso approccio spirituale.
Cosa cambia rispetto a un approcio “psi” agli stessi temi?
Si tratta di un lavoro più sottile: io sento proprio l’energia che si muove e si trasforma.
Raccontaci una sessione dal tuo punto di vista.
La persona mi accenna a una tematica che le sta a cuore e io entro in sintonia con lei. Poi comincia la lettura energetica, ovvero percepisco come si struttura la sua energia rispetto al vissuto che mi ha esposto. Io sono un visivo e quindi vedo l’energia sotto forma di colori. Per esempio posso vedere un secondo chackra ricoperto di una nube densa e arancione che si fonde con il primo. E allora mi accorgo che la persona viene sovrastata, travolta dalle emozioni e opero per rilasciarle.
Come le rilasci?
Intanto con la presenza. E poi trasmettendo una vibrazione armonica, come se accordassi uno strumento. All’inizio facevo tutto in modo molto teatrale perché mi serviva per andare in profondità. Oggi mi muovo appena intorno al corpo fisico della persona sdraiata, magari intono l’Ohm come un soffio vicino all’orecchio. Detto così sembra fantascienza, ma tu stessa ne hai sperimentato gli effetti.
Sì e sono diffidente. Ma il giorno dopo ho avuto una serie di fortunate coincidenze. Come le spieghi?
Quando ti liberi dalle strutture che ti bloccano permetti alle tue qualità essenziali di vibrare. L’esistenza lo percepisce e arrivano delle risposte. In pratica, se il desiderio ti appartiene davvero, si può manifestare.
Cosa pensi del periodo che stiamo vivendo?
E’ un tempo accellerato in cui possiamo sperimentarci e usare gli errori per diventare persone migliori. Certo bisogna scegliere di metterci in gioco per dare più amore. Io lo faccio e riesco a trasmetterlo agli altri. Altrimenti sarebbero parole vuote.
















