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Give me another chance!

Cosa può succedere quando ci si sente diagnosticare un tumore e meno del 20% di possibilità di sopravvivergli?

 

 

La vita diventa un video che si annersice all’improvviso, rimane soltanto un puntolino di luce al centro che via via si va spegnendo. Così l’ha vissuta Marta Leri, ex insegnante di lettere che racconta la sua esperienza con il cancro ne Il riccio e la castagna (Ferrari Editore), un diario sincero, garbato, a tratti perfino spudorato non solo della lotta contro la malattia, ma della riappacificazione con la vita. Perché Marta approfitta di questa pausa obbbligata dalla quotidianità per farsi un paio di quelle semplicissime domande che fanno capolino dentro a ognuno di noi, ma poi vengono coperte dal rumore di fondo delle mille cose che facciamo. Cosa voglio dalla vita? Quali sono le parti di me che non ho sviluppato? Come funziona davvero la mia mente? Perché vivo nella paura?

 

E poco alla volta, accompagnata da buoni maestri e compagni di pratica,  riesce a svoltare. Esce dal ruolo di vittima, impara a prendersi cura di sé e dei suoi pensieri, a lasciare andare quei legami inutili con le idee “storte” a cui era affezionata, ma anche con tanti oggetti simbolici, per esempio i libri,  perché si accorge di non averne più bisogno. A muoverla non è l’urgenza o la paura di lasciarci la pelle, ma una libertà interiore che si è conquistata attimo dopo attimo. Così si sposa durante la chemioterapia (la foto di questa pagina con il turbante è stata scattata il giorno del suo matrimonio), recupera il rapporto tormentato con i figli, lascia Roma per un paese più piccolo, dice addio all’insegnamento che pure amava e infine intraprende l’avventura della scrittura.

 

Non solo per piacere, ma per poter condividere la sua storia con chi sta vivendo momenti simili, ma anche per lanciare a tutti un messaggio. Le malattie arrivano per dirci che qualcosa nella nostra vita si è inceppato e che dobbiamo cambiarlo. E se trovassimo il coraggio di guardare in faccia le cose e di prenderci le nostre responsabilità senza bisogno di ammalarci? Sarebbe una straordinaria forma di prevenzione per un’umanità più felice ed evoluta.

 

A tutti noi piace il lieto fine e in questo libro non triste Marta guarisce. Dal cancro e dalla non-vita. E come tutti gli scrittori inizia il suo tour per l’Italia. Domenica 19 febbraio sarà a Milano per una presentazione  presso il laboratorio Sincrasi (in via Marocco 14, MM 1 Pasteur) alle ore 17. Che è anche lo zendo dove si segue la tradizione del maestro zen Thich Nhat Hanh. Presentazione + Meditazione. Altro che Milano da bere!